ddw2016


Focus sulle malattie infiammatorie croniche intestinali

Digestive Disease Week 2016

Risposta ritardata alla terapia con golimumab: caratteristiche e outcome clinici a lungo termine dei pazienti con colite ulcerosa – Analisi post-hoc dal programma PURSUIT

Alla DDW 2016, Jean-Frederic Colombel (Icahn School of Medicine at Mount Sinai, Division of Gastroenterology, New York, New York, USA) e colleghi hanno presentato un lavoro che ha valutato le caratteristiche cliniche e gli outcome a lungo termine in pazienti con colite ulcerosa (CU) moderata-grave con risposta ritardata a golimumab (GLM).

Nello studio PURSUIT1,2,3, hanno ricordato i ricercatori, i pazienti non responder alla terapia di induzione con GLM (n = 398), in cieco durante il trattamento di induzione, hanno continuato GLM 100 mg sottocute (SC) ogni 4 settimane nel mantenimento. E’ stato raccolto ogni 4 settimane il punteggio Mayo Parziale (PMS), che comprende: la frequenza delle evacuazioni e il sanguinamento rettale riferiti dal paziente e il Physician’s Global Assessment (PGA).

In questa analisi post-hoc i pazienti che hanno o non ottenuto una risposta al Mayo parziale alla settimana 8 (vale a dire una riduzione del punteggio Mayo parziale ≥3 punti dalla settimana 0 di induzione) sono stati valutati per l’outcome clinico alle settimane 30 e 54 come pure per le caratteristiche demografiche al basale (settimana 0 di induzione), le caratteristiche della CU, le concentrazioni di GLM e lo stato degli anticorpi antifarmaco (anti-drug antibody, ADA).

Per quanto riguarda i risultati i pazienti non responder alla induzione con GLM, che avevano ottenuto una risposta Mayo parziale alla settimana 8 della terapia di mantenimento dopo altre 2 dosi di GLM 100 mg SC, avevano una maggiore probabilità di dimostrare un beneficio clinico a lungo termine rispetto a coloro che non avevano raggiunto tale risposta (Tabella). I tassi di remissione clinica e di guarigione della mucosa erano simili a quelli osservati per i pazienti responder all’induzione con GLM che continuavano la terapia di mantenimento con GLM 100 mg. Alla settimana 54, è stata osservata una riduzione significativa nell’utilizzo di corticosteroidi nei pazienti responder all’induzione GLM e nei non responder con risposta al Mayo parziale alla settimana 8 di mantenimento.

Colombel e colleghi hanno ribadito che le caratteristiche demografiche di base e le caratteristiche della CU non differivano tra i pazienti che ottenevano una risposta parziale Mayo alla settimana 8 da coloro che non la ottenevano, e i livelli di proteina C-reattiva (PCR) (al termine dell’induzione) erano inferiori nei responder.

Le concentrazioni mediane di GLM durante l’induzione (es.: 0,49 [0,08, 0,98] vs. 0,50 [0,16, 1,07]) alla settimana 6 e alla settimana 8 del mantenimento (0,95 [0,73, 1,73] vs. 0,92 [0,50, 1,42]) e lo stato degli anticorpi anti-GLM (positivi 4,5% vs. 3,2%) dopo l’induzione non differivano tra i responder Mayo parziali e i non responder.

In conclusione i dati dello studio dimostrano che continuare la terapia con GLM 100 mg ogni 4 settimane nei pazienti con CU che non dimostrano una risposta clinica precoce alla terapia di induzione ma che ottengono una risposta a seguito di altre 2 dosi di GLM, conduce a un beneficio clinico a lungo termine. Le caratteristiche basali, i livelli di GLM o la percentuale di ADA non presentavano differenze tra i pazienti che ottenevano la risposta ritardata rispetto a coloro che non la ottenevano. I livelli di PCR alla fine della terapia di induzione erano inferiori in coloro che avevano ottenuto la risposta ritardata.

 


Bibliografia

1 Rutgeerts P et al. Randomised Clinical Trial: A Placebo-Controlled Study of Intravenous Golimumab Induction Therapy for Ulcerative Colitis. APT 2015;42:504-514.

2 Sandborn WJ, et al. Subcutaneous Golimumab Induces Clinical Response and Remission in Patients with Moderate-To-Severe Ulcerative Colitis. Gastro 2014;146:85-95.

3 Sandborn, WJ et al. Subcutaneous Golimumab Maintains Clinical Response in Patients with Moderate-To-Severe Ulcerative Colitis, Gastro 2014;146:96-109.


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