ddw2016


Focus sulle malattie infiammatorie croniche intestinali

Digestive Disease Week 2016

Riduzione razionale di infliximab in pazienti con malattia di Crohn in remissione utilizzando i livelli di infliximab

Al momento attuale infliximab viene dosato sulla base del peso del paziente con un aumento del dosaggio che si verifica nel caso di diminuita risposta o di mancanza di risposta con o senza l’utilizzo dei livelli del farmaco. Le ragioni per l’aumento della dose possono non rappresentare un peggioramento lineare della malattia quanto piuttosto un processo più transitorio che permette una rivalutazione della dose e un possibile abbandono una volta che il paziente è in remissione. Dati recenti hanno poi suggerito che numerosi fattori in aggiunta agli anticorpi contro infliximab (ATI), quali l’albumina, il peso, il genere e l’attività di malattia influenzano la farmacocinetica dei livelli del farmaco.

Alla DDW 2016, Jessica R. Allegretti (Brigham and Women’s Hospital, Division of Gastroenterology, Hepatology and Endoscopy, Brigham and Women’s Hospital, Boston, Massachusetts, USA) e colleghi hanno proposto che la dose di infliximab possa essere efficacemente ed efficientemente dosata per individui in remissione sulla base dei livelli del farmaco e di ATI.

In funzione di ciò, ovvero per determinare se soggetti in terapia con infliximab possano essere mantenuti in remissione sostenuta dopo una riduzione della dose monitorando i livelli del farmaco e gli anticorpi, il gruppo di ricercatori ha condotto uno studio pilota prospettico in pazienti con malattia di Crohn (MC) in remissione clinica per almeno 6 mesi trattati con infliximab (a qualsiasi dosaggio) per almeno un anno. I livelli sierici (trough) e ATI sono stati misurati al basale. Se il livello sierico basale era maggiore di 10 e gli ATI erano non determinabili, la dose veniva ridotta da 10 a 5 mg/kg, da 7,5 a 5 mg/kg o da 5 a 3 mg/kg. Gli intervalli non sono stati aggiustati. I pazienti sono stati seguiti nel corso di 3 infusioni post-riduzione (circa 30 settimane totali dal basale). L’indice di Harvey-Bradshaw (HBI) e livelli sierici di infliximab sono stati misurati alle infusioni di follow-up.

Complessivamente, sono stati sottoposti a screening 24 pazienti con MC in remissione. Dieci avevano livelli sierici >10 al basale e sono stati pertanto sottoposti a riduzione. Cinque pazienti (50%) erano uomini. L’età media era 21 anni. Nessun paziente era in terapia con immunomodulatori concomitanti e la durata media della terapia con infliximab era di 5,5 anni. Per 9 (90%) pazienti questo era il loro primo anti-TNF.

Due pazienti in terapia con 5 mg/kg sono stati sottoposti a riduzione a 3 mg/kg. Sei pazienti in terapia con 10 mg/kg sono stati sottoposti a riduzione a 5 mg/kg e 2 pazienti in terapia con 7,5 mg/kg sono stati sottoposti a riduzione a 5 mg/kg. Il livello sierico medio basale era 25,8 (intervallo 18,1-34). Per 7 pazienti è stato ottenuto un set completo di livelli sierici al momento dell’analisi. Tutti i livelli sierici sono rimasti nell’intervallo terapeutico (>5) nonostante la riduzione (Figura). Tutti i pazienti avevano punteggi HBI di zero nell’arco dello studio. Un paziente ha sviluppato bassi livelli di ATI dopo riduzione, ma è rimasto libero da sintomi.

I pazienti con MC in remissione clinica a dosi stabili di infliximab, hanno concluso Allegretti e colleghi, dovrebbero essere considerati per la riduzione della dose nel caso in cui presentino un livello sierico sovraterapeutico. La riduzione graduale è sicura e dà luogo a livelli sierici terapeutici sostenuti. Inoltre, hanno sottolineato, 3 mg/kg è una dose di infliximab sicura e efficace e può essere utilizzata in pazienti con MC.


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