ddw2016


Focus sulle malattie infiammatorie croniche intestinali

Digestive Disease Week 2016

L’impatto del genere sui rischi e i benefici età-specifici della terapia di combinazione con infliximab e azatioprina vs. infliximab da solo: un modello di Markov

Negli studi randomizzati, la terapia di combinazione con infliximab (IFX) e azatioprina (AZA) ha dimostrato un beneficio rispetto alla monoterapia nella malattia di Crohn (MC) da moderata a grave. Tuttavia, modelli decisionali precedenti hanno dimostrato che la monoterapia con IFX può essere preferita nei pazienti più anziani, soprattutto a causa della variabilità del rischio di linfoma non Hodgkin (non-Hodgkinis Lymphoma, NHL). Peraltro, sino a oggi, l’impatto del genere sul bilancio rischio-beneficio non è stato esplorato.

Considerati i tassi inferiori di NHL nelle donne rispetto agli uomini, Yash Shah (Northwest General Hospital, Detroit, Illinois, USA) e colleghi hanno ipotizzato che, dopo avere considerato i rischi di linfoma età-specifici, le donne possano trarre un beneficio maggiore dalla terapia di combinazione rispetto agli uomini.

Hanno così impiegato il modello di Markov per valutare i rischi e i benefici genere-specifici della terapia di combinazione in confronto con la monoterapia anti-TNF. Il confronto di base era una donna di 35 anni con MC moderata-grave che riceveva la terapia di combinazione o la monoterapia con IFX, in confronto con un maschio della stessa età e con la stessa gravità di malattia. L’orizzonte temporale è stato un anno. Le probabilità di transizione sono state derivate da trials controllati pubblicati e da studi osservazionali (SONIC, GAIN, CHARM). L’incidenza di NHL età- e genere-specifica e i tassi di mortalità sono stati derivati dal registro SEER. Il rapporto di rischio (HR) di NHL dall’esposizione AZA è stato derivato dal CESAME (HR 5,28, IC al 95% 2,01-13,9). Gli outcome sono stati calcolati in QALYs (Quality Adjusted Life Years). I valori attesi e l’efficacia incrementale sono stati calcolati per pazienti che iniziavano la terapia dall’età di 25-75 anni. E’ stata eseguita un’analisi di coorte di Markov su 1 milione di soggetti.

I risultati presentati alla DDW 2016 ci dicono che la terapia di combinazione era la strategia preferita nel caso di base sia per le donne sia per gli uomini (donne: 0,7528 vs. 0,7433 QALYs; uomini: 0,7521 vs. 0,7426 QALYs). Rispetto agli uomini, Shah e colleghi hanno riscontrato che la terapia di combinazione nelle donne dava luogo a meno interventi chirurgici, decessi e pazienti con malattia attiva. Quando veniva confrontata la terapia di combinazione con la monoterapia in una coorte di 1.000.000 di individui all’età di 35 anni, in confronto agli uomini si contavano 184 donne in più con risposta clinica, 23 in meno con malattia attiva, 74 in meno in remissione postoperatoria, 82 in meno con linfoma e 12 in meno risultavano decedute. Sempre in confronto con gli uomini, le donne traevano un beneficio incrementale maggiore dalla terapia di combinazione col crescere dell’età e la durata del trattamento >1 anno (Figura 1). Tra i soggetti anziani, il beneficio netto incrementale della terapia di combinazione nelle donne con un’età di 75 anni si avvicinava a quello degli uomini di 65 anni (Figura 2). La strategia ideale per gli uomini, derivata dal modello, era più sensibile per la stima dell’HR relativa al NHL rispetto a quella delle donne (soglia HR 10,2 nelle donne vs. 6,9 negli uomini).

Nelle loro conclusioni, il gruppo di Shah ha ribadito che: a)le pazienti traggono maggiore beneficio dalla terapia di combinazione quando confrontate alle loro controparti maschili; b) tale beneficio comparativo aumenta con l’età e con una durata maggiore della terapia; c) questi dati possono essere utilizzati per informare clinici e pazienti quando si considerano le terapie per la MC.


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