ddw2016


Focus sulle malattie infiammatorie croniche intestinali

Digestive Disease Week 2016

Validazione del punteggio Geboes semplificato per la colite ulcerosa

Un Simplified Geboes Score (SGS, punteggio Geboes semplificato) che comprende la presenza di plasmocitosi basale, eosinofili e neutrofili nella lamina propria (LP), neutrofili nell’epitelio e danno epiteliale, è stato recentemente proposto per la valutazione istologica della colite ulcerosa (CU).

A tal proposito è stato presentato alla DDW 2016 da Aranzazu Jauregui-Amezaga (Department of Gastroenterology, University Hospital Leuven, Belgio) e colleghi uno studio il cui obiettivo è stato quello di validare un SGS in modo prospettico.

Nello studio sono stati inclusi prospetticamente, dal gennaio 2011 al marzo 2014, pazienti con CU trattati in un centro di riferimento terziario. I soggetti sono stati sottoposti a follow-up sino a: i) rivalutazione endoscopica dovuta a sintomi clinici, modificazione dei farmaci o screening per displasia; o ii) termine del periodo di follow-up nell’ottobre 2015. L’attività endoscopica è stata definita come sottopunteggio Mayo endoscopico ≥1. L’attività istologica è stata valutata con l’Original Geboes Score (OGS, punteggio Geboes originale) e con SGS da 2 lettori esperti (lettori A e B) e un patologo gastrointestinale esperto (lettore C) in cieco per quanto riguarda i dati clinici.

Sono stati inclusi 92 pazienti con CU (72% maschi, età media 47 anni). Quarantasei (50%) presentavano Mayo 0, 18 (20%) Mayo 1, 11 (12%) Mayo 2 e 17 (18%) Mayo 3. Nel complesso, sono stati sottoposti a valutazione 260 vetrini. L’attività istologica, definita come una presenza di neutrofili nella biopsia (SGS ≥2 B.1), era presente in 52/92 pazienti (57%): 39/46 (85%) pazienti con Mayo ≥1 e 13/46 (28%) con Mayo 0 all’inclusione (p < 0,001). La plasmocitosi basale e gli eosinofili in LP risultavano associati in modo significativo con l’attività istologica (p < 0,001).

Alla fine del follow-up, 67/92 (73%) pazienti sono stati sottoposti a controllo endoscopico e 38 di questi (57%) hanno mostrato attività endoscopica: in 26/67 (39%) persistenza dell’ attività endoscopica e in 12/67 (18%) riacutizzazione della CU precedentemente inattiva. La plasmocitosi basale (OR 4,7 [IC al 95% 1,6-14,2], p = 0,006), gli eosinofili in LP (OR 4,3 [IC al 95% 1,4-13,7, p = 0,01), i neutrofili in LP (OR 7,1 [2,4-21,3], p < 0,001), i neutrofili nell’epitelio (OR 7,4 (IC al 95% 2,5-21,8, p < 0,001) e la lesione epiteliale (OR 6,8 (IC al 95% 2,3-20,3, p = 0,001) all’endoscopia basale sono stati identificati come predittori di attività endoscopica all’analisi univariata, e i neutrofili nell’epitelio (OR 7,4 [IC al 95% 2,5-21,8], p < 0,001) come un predittore indipendente dell’attività endoscopica futura all’analisi multivariata.

Soltanto i neutrofili in LP (OR 7 [IC al 95% 1,3-38], p = 0,02) e nell’ epitelio (OR 12 [IC al 95% 1,2-124], p = 0,04) risultavano predittori di riacutizzazione nei pazienti con Mayo 0. L’accordo interosservatore risultava migliore per SGS che per OGS (kappa 0,7 vs. 0,6 per i lettori A-C e kappa 0,7 vs. 0,5 per i lettori B-C).

Jauregui-Amezaga e colleghi hanno concluso che, dai risultati ottenuti dallo studio, SGS è un punteggio istologico utile e valido per la valutazione della CU. Tutti i suoi componenti (plasmocitosi basale, eosinofili e neutrofili) sono stati identificati come predittori di attività endoscopica. Solo i neutrofili sono risultati associati con la recidiva in pazienti con Mayo 0. E l’accordo interosservatore è risultato migliore con SGS che con OGS.


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