ddw2016


Focus sulle malattie infiammatorie croniche intestinali

Digestive Disease Week 2016

I sintomi dei pazienti sono abbastanza affidabili per stimare l’attività endoscopica in pazienti con colite ulcerosa?

La colite ulcerosa (CU) è una malattia che alterna recidive a fasi di remissione e che interessa il colon-retto. Al fine di determinare l’adeguata strategia di trattamento per i pazienti con CU, vengono richieste valutazioni della mucosa colon-rettale tramite colonscopia. Tuttavia, la procedura è talvolta gravosa sia per i pazienti che per i medici. I pazienti CU solitamente lamentano sintomi quali diarrea, feci ematiche e dolore addominale quando la loro malattia è in fase attiva. Pertanto, la quantificazione dei sintomi nei pazienti CU può predire l’attività endoscopica, dando presumibilmente luogo ad una riduzione del numero di colonscopie nella pratica clinica.

L’obiettivo del lavoro presentato alla DDW 2016 da Saya Tsuda (University of Okayama, Giappone) e colleghi è stato quello di esaminare se i sintomi dei pazienti possano predire l’attività endoscopica così da modificare la strategia terapeutica.

I ricercatori hanno condotto uno studio osservazionale prospettico in un singolo centro, arruolando pazienti con CU in lista per una colonscopia. Ai pazienti è stato chiesto di indicare i loro sintomi attraverso scale visuali analogiche (visual analog scales, VAS) il giorno della colonscopia. I punteggi VAS variano da 0 a 10, e 0 è stato definito di riferimento nel caso di soggetto completamente asintomatico, mentre 10 significava “sintomi più gravi”. I punteggi VAS di ogni paziente sono stati raccolti con riferimento ai seguenti 4 item: condizione generale, forma delle feci, feci ematiche e dolore addominale. I punteggi VAS sono poi stati confrontati con la gravità e la sede dell’attività osservata con la colonscopia.

I risultati presentati da Tsuda e colleghi fanno riferimento all’arruolamento di 150 pazienti sottoposti a colonscopia. Tutti i punteggi VAS valutati correlavano in modo significativo con la gravità endoscopica (coefficienti di correlazione di Spearman della condizione generale, della forma delle feci, delle feci ematiche e del dolore addominale: 0,63, 0,58, 0,64 e 0,43, rispettivamente). La malattia attiva endoscopicamente (sottopunteggio endoscopico Mayo ≥2) è stata predetta dal valore cutoff di 2,5 della VAS della condizione generale con una sensibilità del 73% e una specificità dell’83% (area sotto la curva: 0,83). Nella pratica clinica, l’identificazione dei pazienti con attività unicamente nel colon-retto distale è importante perché la terapia topica potrebbe essere indicata per questi pazienti. A tale proposito, i ricercatori hanno sottolineato che non erano presenti differenze nella sensibilità della VAS per quanto riguarda le feci ematiche (cutoff: 1) e la forma delle feci (cutoff: 2) tra pazienti con sola attività nel colon-retto distale e pazienti con pancolite (55 vs. 55%, e 61 vs. 81%, rispettivamente). Al contrario, la VAS del dolore addominale (cutoff: 2) discriminava in modo significativo i primi dai secondi (14 vs. 81%).

Tsuda e colleghi hanno concluso sostenendo che i punteggi VAS dei sintomi in pazienti CU risultavano significativamente correlati con l’attività endoscopica. I valori specifici per il dolore addominale erano in grado di discriminare pazienti con attività soltanto nel colon-retto distale, suggerendo l’indicazione alla terapia topica. Una maggiore attenzione per i sintomi dei pazienti prima di ricorrere alla colonscopia potrebbe ridurre il numero di colonscopie nella pratica clinica di CU.


Torna all'indice